AlainLe Yaouanc

Nato ad Alençon nel 1940, Alain Le Yaouanc è pittore, disegnatore e scultore, ma anche poeta, collagista, illustratore e scenografo. Si ricollega al surrealismo per i suoi collage, i suoi poemi-oggetto e i suoi scritti, nonché per l’applicazione che ne ha fatto all’architettura.

Alain Le Yaouanc nel 1979
Alain Le Yaouanc nel 1979. Foto: Jérôme Ducrot

1940–1956

«Disinvoltura e dissidenza»

Bretone per parte di padre e normanno per parte di madre, Alain Le Yaouanc nacque il 18 maggio 1940 ad Alençon. Nel 1948 la famiglia si stabilì a Rouen: la città distrutta fu per il bambino una sollecitazione inconscia, propizia al sogno dello spirito.

Entrato al Lycée Corneille nel 1951, ne fu espulso nell’autunno del 1956 per «disinvoltura e dissidenza». Fu l’anno in cui cominciò a dedicarsi regolarmente al disegno.

Le famiglie Moore e Le Yaouanc a Rouen nel 1956
Le famiglie Moore e Le Yaouanc a Rouen nel 1956. Alain Le Yaouanc è in piedi accanto al padre. Foto © Ron Moore

1956–1958

L’America

Partito a sedici anni per gli Stati Uniti, fu accolto da Ruth Buol, amica dei suoi genitori e vicina ad Alexander Calder, al quale fece visita nel suo studio di Roxbury. Convittore alla scuola Harmon Hall, espose per la prima volta nel maggio 1957 a New Britain, dove la giuria gli assegnò la menzione «best one in show», poi da solo, in giugno, al Mattatuck Museum.

Nel 1958 si iscrisse alla Art Students League di New York, aprì il suo studio in Amsterdam Avenue, disegnò dal vero le scene di strada e frequentò i beatnik del Figaro Cafe.

Mostra personale al Mattatuck Museum, giugno 1957
Mostra personale al Mattatuck Museum, giugno 1957. Archivio Le Yaouanc
L’edificio dello studio, Amsterdam Avenue, New York
Amsterdam Avenue, New York. Archivio Le Yaouanc. Foto: Solange Roussin-Castaldo

1960–1964

L’Algeria, poi Rouen

Chiamato alle armi nel 1960, fu dapprima interprete presso lo SHAPE, poi venne inviato ad Aflou, nel sud dell’Oranese. Distaccato dal suo reparto, divenne maestro militare e insegnò il francese ai bambini di una piccola scuola di campagna; dal canto suo imparò l’arabo e frequentò i caffè moreschi.

Congedato dopo ventisei mesi, tornò in Normandia. Il gusto per gli oggetti eterocliti, che collezionava fin dall’infanzia, lo portò ad aprire un negozio di antiquariato in rue de la Poterne, nella vecchia Rouen.

Alejandro Jodorowsky e Alain Le Yaouanc a Rouen nel 1964
Alejandro Jodorowsky e Alain Le Yaouanc a Rouen nel 1964. Archivio Le Yaouanc. Foto: Catherine Harlé

1965–1966

Le grandi gouache

Nel suo studio di rue Richard-Lallemant, a Rouen, iniziò le grandi gouache che avrebbero stupito Patrick Waldberg. Nel maggio 1965, a Parigi, prese parte al Festival de la libre expression di Jean-Jacques Lebel: sotto l’egida di Alejandro Jodorowsky, con Topor e Arrabal, realizzò l’happening del 24 maggio.

Senza titolo, gouache su carta, 1965
Senza titolo, gouache su carta, 1965. © Alain Le Yaouanc
Senza titolo, gouache su carta, 1966
Senza titolo, gouache su carta, 1966. © Alain Le Yaouanc
Manifesto del 2º Festival de la libre expression, maggio 1965
Manifesto del 2º Festival de la libre expression, maggio 1965. Archivio Le Yaouanc. Foto: Luc Delaborde

1967–1970

Gli anni Maeght

Nel 1967 Patrick Waldberg lo presentò ad Aimé Maeght. L’anno seguente espose alla Fondation Maeght (L’Art vivant 1965-1968), poi a Knokke-le-Zoute in Trésors du surréalisme, accanto ad Arp, Bellmer, Brauner, Calder, De Chirico e Duchamp.

Nel febbraio 1969 la sua prima mostra alla Galerie Maeght riunì cinquanta assemblaggi, collage, gouache e oggetti, e diede luogo al numero 176 di Derrière le Miroir. La seconda, nel dicembre 1970, gli valse l’incontro con Louis Aragon.

Tutte le mostre
Jacques Prévert, Alain Le Yaouanc e Aimé Maeght, 17 dicembre 1970
Jacques Prévert, Alain Le Yaouanc e Aimé Maeght all’inaugurazione del 17 dicembre 1970, Galerie Maeght. Archivio Le Yaouanc. Foto: Claude Gaspari
Senza titolo, collage, 1969
Senza titolo, 1969. Collage, collezione privata, Ginevra. Foto: Allen Le Yaouanc
Manifesto n. 111, Galerie Maeght, febbraio 1969
Manifesto n. 111, Galerie Maeght, febbraio 1969. Archivio Le Yaouanc. Foto: Luc Delaborde

«Ha spinto il collage, vale a dire l’impiego di una “figura” (come si dice in grammatica), fino ai confini della scultura.»

Louis Aragon

1971–1976

Aragon, la scena, l’Europa

Aragon dedicò a Le Yaouanc sette testi, tra cui La Petite Phrase, scritto nel 1972 su una serie di collage, e Pour lire à la loupe, nel 1973. Lo stesso anno Le Yaouanc firmò le scene de La Rose malade, balletto di Roland Petit creato a Marsiglia, con i costumi di Yves Saint Laurent.

Le mostre si susseguirono, da Bruxelles a Teheran, da Ginevra a Oslo: prima FIAC e Art Basel nel 1974, Salina reale di Arc-et-Senans nel 1976.

Tutte le mostre
Alain Le Yaouanc con Louis Aragon, rue Quincampoix
Con Louis Aragon il 27 febbraio 1975, rue Quincampoix. Foto: Claude Gaspari
Il balletto La Rose malade, 1973
Il balletto La Rose malade, 1973. Foto: Marc Enguérand. © Collection Armelle & Marc Enguérand
Interférence, litografia, 1970
Interférence, litografia tratta dall’album 1101, Maeght éditeur, 1970. Foto: Allen Le Yaouanc

«Per molto tempo l’ho creduto straniero. Errore scusabile, dovuto allo spaesamento mentale che il suo nome suscita; era prima di conoscerlo.»

Edmonde Charles-Roux, 1975

1977–1982

La pietra e il libro

Il 1977 fu segnato da un intenso lavoro di edizione litografica: Magnificat, su poesie di Guillevic, Le Chemin de ronde ou les mots sans titre, testo di Le Yaouanc con prefazione di Aragon, e Stone upon stone, pubblicato a New York. Nel 1979 uscì il libro Le Yaouanc Aragon.

Ospite d’onore del Salon de Rouen nel 1981, l’anno seguente presentò al Grand Palais, nella selezione di Pierre Cardin, un intarsio di marmo di 4,30 m di lato.

Catalogo ragionato delle litografie
Senza titolo, litografia tratta da Magnificat, 1977
Senza titolo, litografia tratta da Magnificat, 1977. Foto: Allen Le Yaouanc
La neuvième maison, litografia, 1977
La neuvième maison, litografia tratta da Stone upon stone, 1977. Foto: Allen Le Yaouanc
Senza titolo, litografia tratta da Le Chemin de ronde, 1977
Senza titolo, litografia tratta da Le Chemin de ronde ou les mots sans titre, 1977. Foto: Allen Le Yaouanc

«Sono già dieci anni che Alain Le Yaouanc faceva, in pittura, un ingresso fragoroso, che subito ha sedotto gli uni e spaventato gli altri.»

Alain Bosquet, settembre 1979

1984–1999

Il marmo e l’atelier

Presentati a Dallas nel 1984 e nel 1985, i suoi mosaici monumentali in marmo ricevettero il premio per l’eccellenza nel design della Texas Society of Architects. Sollecitato da collezionisti privati, si allontanò a poco a poco dalle gallerie e lavorò in un vasto magazzino a nord di Parigi, trasformato in atelier, dove riceveva amici e collezionisti.

Seguirono manifesti per l’UNESCO e l’IRCAM, la mostra inaugurale della Fondation Elsa Triolet-Louis Aragon nel 1994 e, nel 1998, un mosaico per l’Università di Poitiers. Nel 1999 Alain Le Yaouanc era indebitato: una parte della sua opera fu pignorata, poi distrutta o dispersa in aste giudiziarie.

L’atelier, verso il 1992
L’atelier, verso il 1992. Archivio Le Yaouanc
Mosaico monumentale in marmo, sito del Futuroscope
Mosaico monumentale in marmo, sito del Futuroscope, 1998. Archivio Le Yaouanc
Manifesto Mémoires des rues, mémoire du monde, UNESCO, 1985
Manifesto Mémoires des rues, mémoire du monde, UNESCO, 1985. Foto: Allen Le Yaouanc

2000–2001

Il Libano

Le Yaouanc soggiornò più volte in Libano, dove espose al Museo Sursock di Beirut. Un’opera monumentale in marmo, Unité (4,20 m × 4,20 m), fu inaugurata al palazzo di Baabda il 20 novembre 2000 dal presidente Émile Lahoud, dalle cui mani ricevette l’Ordine al merito libanese.

In occasione del Vertice della Francofonia, La Petite Phrase di Aragon, rimasta inedita dal 1972, fu pubblicata a Beirut dalla Banque de la Méditerranée.

Alain Le Yaouanc con Émile Lahoud, Beirut, 2000
Con Émile Lahoud, Beirut, 2000. Archivio Anne Galand

2002–oggi

Il lavoro quotidiano

Le Yaouanc prosegue il suo lavoro imponendosi una disciplina quotidiana del disegno, del collage e della gouache. Nel 2010 due collage provenienti dalla collezione personale di Aragon figurarono nella mostra Aragon et l’art moderne, ed egli espose in rue du Cherche-Midi, negli antichi locali di Au Sans Pareil, la casa editrice dei surrealisti.

Nel 2012 ideò un grande mosaico murale per l’abitazione parigina di Gérard Depardieu; nel 2016 nove gouache furono presentate alla Biennale di Marrakech.

Alain Le Yaouanc nel 2010, rue du Cherche-Midi
Alain Le Yaouanc nel 2010, rue du Cherche-Midi a Parigi. Foto: Claude Gaspari
Marianne, progetto di francobollo, 2018
Marianne, progetto di francobollo, 2018. Foto: Allen Le Yaouanc
Alain Le Yaouanc a Marrakech nel 2016
A Marrakech nel 2016. Foto: Wesley Lickus
Copertina dell’album solista Verbovskaya plays Chopin, 2026
Copertina dell’album solista Verbovskaya plays Chopin, 2026

«Siamo in presenza di una féerie dipinta che oggi non ha equivalenti.»

Lionel Ray