1940–1956
«Disinvoltura e dissidenza»
Bretone per parte di padre e normanno per parte di madre, Alain Le Yaouanc nacque il 18 maggio 1940 ad Alençon. Nel 1948 la famiglia si stabilì a Rouen: la città distrutta fu per il bambino una sollecitazione inconscia, propizia al sogno dello spirito.
Entrato al Lycée Corneille nel 1951, ne fu espulso nell’autunno del 1956 per «disinvoltura e dissidenza». Fu l’anno in cui cominciò a dedicarsi regolarmente al disegno.
1956–1958
L’America
Partito a sedici anni per gli Stati Uniti, fu accolto da Ruth Buol, amica dei suoi genitori e vicina ad Alexander Calder, al quale fece visita nel suo studio di Roxbury. Convittore alla scuola Harmon Hall, espose per la prima volta nel maggio 1957 a New Britain, dove la giuria gli assegnò la menzione «best one in show», poi da solo, in giugno, al Mattatuck Museum.
Nel 1958 si iscrisse alla Art Students League di New York, aprì il suo studio in Amsterdam Avenue, disegnò dal vero le scene di strada e frequentò i beatnik del Figaro Cafe.
1960–1964
L’Algeria, poi Rouen
Chiamato alle armi nel 1960, fu dapprima interprete presso lo SHAPE, poi venne inviato ad Aflou, nel sud dell’Oranese. Distaccato dal suo reparto, divenne maestro militare e insegnò il francese ai bambini di una piccola scuola di campagna; dal canto suo imparò l’arabo e frequentò i caffè moreschi.
Congedato dopo ventisei mesi, tornò in Normandia. Il gusto per gli oggetti eterocliti, che collezionava fin dall’infanzia, lo portò ad aprire un negozio di antiquariato in rue de la Poterne, nella vecchia Rouen.
1965–1966
Le grandi gouache
Nel suo studio di rue Richard-Lallemant, a Rouen, iniziò le grandi gouache che avrebbero stupito Patrick Waldberg. Nel maggio 1965, a Parigi, prese parte al Festival de la libre expression di Jean-Jacques Lebel: sotto l’egida di Alejandro Jodorowsky, con Topor e Arrabal, realizzò l’happening del 24 maggio.



1967–1970
Gli anni Maeght
Nel 1967 Patrick Waldberg lo presentò ad Aimé Maeght. L’anno seguente espose alla Fondation Maeght (L’Art vivant 1965-1968), poi a Knokke-le-Zoute in Trésors du surréalisme, accanto ad Arp, Bellmer, Brauner, Calder, De Chirico e Duchamp.
Nel febbraio 1969 la sua prima mostra alla Galerie Maeght riunì cinquanta assemblaggi, collage, gouache e oggetti, e diede luogo al numero 176 di Derrière le Miroir. La seconda, nel dicembre 1970, gli valse l’incontro con Louis Aragon.
Tutte le mostre


«Ha spinto il collage, vale a dire l’impiego di una “figura” (come si dice in grammatica), fino ai confini della scultura.»
1971–1976
Aragon, la scena, l’Europa
Aragon dedicò a Le Yaouanc sette testi, tra cui La Petite Phrase, scritto nel 1972 su una serie di collage, e Pour lire à la loupe, nel 1973. Lo stesso anno Le Yaouanc firmò le scene de La Rose malade, balletto di Roland Petit creato a Marsiglia, con i costumi di Yves Saint Laurent.
Le mostre si susseguirono, da Bruxelles a Teheran, da Ginevra a Oslo: prima FIAC e Art Basel nel 1974, Salina reale di Arc-et-Senans nel 1976.
Tutte le mostre

«Per molto tempo l’ho creduto straniero. Errore scusabile, dovuto allo spaesamento mentale che il suo nome suscita; era prima di conoscerlo.»
1977–1982
La pietra e il libro
Il 1977 fu segnato da un intenso lavoro di edizione litografica: Magnificat, su poesie di Guillevic, Le Chemin de ronde ou les mots sans titre, testo di Le Yaouanc con prefazione di Aragon, e Stone upon stone, pubblicato a New York. Nel 1979 uscì il libro Le Yaouanc Aragon.
Ospite d’onore del Salon de Rouen nel 1981, l’anno seguente presentò al Grand Palais, nella selezione di Pierre Cardin, un intarsio di marmo di 4,30 m di lato.
Catalogo ragionato delle litografie


«Sono già dieci anni che Alain Le Yaouanc faceva, in pittura, un ingresso fragoroso, che subito ha sedotto gli uni e spaventato gli altri.»
1984–1999
Il marmo e l’atelier
Presentati a Dallas nel 1984 e nel 1985, i suoi mosaici monumentali in marmo ricevettero il premio per l’eccellenza nel design della Texas Society of Architects. Sollecitato da collezionisti privati, si allontanò a poco a poco dalle gallerie e lavorò in un vasto magazzino a nord di Parigi, trasformato in atelier, dove riceveva amici e collezionisti.
Seguirono manifesti per l’UNESCO e l’IRCAM, la mostra inaugurale della Fondation Elsa Triolet-Louis Aragon nel 1994 e, nel 1998, un mosaico per l’Università di Poitiers. Nel 1999 Alain Le Yaouanc era indebitato: una parte della sua opera fu pignorata, poi distrutta o dispersa in aste giudiziarie.

2000–2001
Il Libano
Le Yaouanc soggiornò più volte in Libano, dove espose al Museo Sursock di Beirut. Un’opera monumentale in marmo, Unité (4,20 m × 4,20 m), fu inaugurata al palazzo di Baabda il 20 novembre 2000 dal presidente Émile Lahoud, dalle cui mani ricevette l’Ordine al merito libanese.
In occasione del Vertice della Francofonia, La Petite Phrase di Aragon, rimasta inedita dal 1972, fu pubblicata a Beirut dalla Banque de la Méditerranée.
2002–oggi
Il lavoro quotidiano
Le Yaouanc prosegue il suo lavoro imponendosi una disciplina quotidiana del disegno, del collage e della gouache. Nel 2010 due collage provenienti dalla collezione personale di Aragon figurarono nella mostra Aragon et l’art moderne, ed egli espose in rue du Cherche-Midi, negli antichi locali di Au Sans Pareil, la casa editrice dei surrealisti.
Nel 2012 ideò un grande mosaico murale per l’abitazione parigina di Gérard Depardieu; nel 2016 nove gouache furono presentate alla Biennale di Marrakech.
«Siamo in presenza di una féerie dipinta che oggi non ha equivalenti.»

